GS Rancilio –  l’estate diversa del Team Juniores

GS Rancilio – l’estate diversa del Team Juniores

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  • On 1 Ottobre 2019
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Mese di agosto differente dal solito per gli Atleti del Team Juniores del GS Rancilio, che hanno utilizzato il periodo per staccare leggermente dalla routine quotidiana.
Soggiorno montano per Pietro Chiappa Davide Ottone, che hanno trascorso alcuni giorni a Livigno, sfruttando la temperatura mite e potendo allenarsi con i diversi professionisti che usualmente frequentano la località montana.
Ottima occasione per “spiare” i metodi di allenamento e rubare qualche “segreto del mestiere” che sarà certamente utile in futuro.

Totalmente differente il programma di Marco Rancilio, che ha scelto di partecipare ad alcune gare sulle mitiche strade delle Fiandre in Belgio.
Abbiamo incontrato Marco per avere un resoconto di questa esperienza: 
– Marco, facciamo un bilancio complessivo della trasferta estiva in Belgio
Questa trasferta belga è stata molto interessante e costruttiva; ho avuto qualche difficoltà iniziale ad ambientarmi perché il clima è molto differente dal nostro, ma nonostante ciò sono riuscito a cogliere dei buoni piazzamenti tra cui un sesto posto in una gara combinata di due giorni e un undicesimo posto (che, però, lascia un po’ di amaro in bocca perché sono stato ripreso a 100 metri dall’arrivo mentre ero in fuga da solo…).
Quindi direi che complessivamente il risultato è andato oltre le mie aspettative.

– Facendo un confronto con le gare in Italia, quali sono le maggiori differenze che hai trovato?
Ci sono molte differenze!
Non ci sono i grandi e numerosi squadroni che caratterizzano le corse italiane, la maggior parte degli Atleti sono corridori individuali e le poche squadre presenti sono formate da pochi componenti e questo si riflette sullo svolgimento delle corse. 
Un altro aspetto interessante è la struttura delle corse; infatti, in Belgio non è previsto la presenza di figure ormai conosciute come quella del cambio-ruote e del seguito ammiraglie. I circuiti sono abbastanza brevi e nervosi e quindi anche gli organizzatori sono facilitati nell’organizzazione delle gare.
Devo dire che comunque il servizio di sicurezza è sempre di alto livello, le persone in generale hanno più rispetto delle gare che non da noi in Italia, dove molto spesso le motostaffette faticano a fermare le auto a bordo strada…
Tra gli Atleti c’è più attenzione alle cose importanti e meno attenzione alle frivolezze, non è un problema se la divisa ha un piccolo rammendo e anche i genitori diventano meccanici e massaggiatori per l’occasione; poi però quando la gara parte, vanno tutti a 50 km/h!!!
Infine l’ultima differenza che ho notato è l’atteggiamento delle persone in gruppo; infatti ultimamente in Italia è sempre meno presente il rispetto per gli altri… spintoni, scorrettezze e manovre spericolate stanno diventando un po’ all’ordine del giorno…
In Belgio è proprio il contrario: tra gli Atleti in gruppo c’è molto rispetto e anche il nervosismo percepito è molto meno… anche perchè in ogni caso sono poi le gambe a fare la differenza!!

– Quindi mi sembra di capire che siano gare molto combattute e difficili da controllare
Sì, infatti la presenza di poche squadre con pochi componenti e la presenza di molti atleti individuali rende le gare molto imprevedibili e difficili da interpretare. Ogni kilometro cambia la situazione di corsa e quindi è difficile capire come potrà finire.

– Pavé, pioggia e vento sono le caratteristiche tipiche delle gare delle Fiandre; come ti sei trovato?
Come detto è stato molto difficile adattarsi al clima belga che influisce notevolmente sullo svolgimento delle corse, ma anche la tipologia delle strade è un altro fattore da tenere in considerazione: infatti si può passare da lunghi tratti in cemento a tratti di pavé, mentre la presenza di asfalto è molto ridotta.
Anche la sede stradale è molto stretta, 3 metri circa, cosa che rende ancora più complicato mantenere le posizioni in gruppo e quindi basta un attimo di distrazione per rimanere staccato o fuori dalle prime posizioni.
Il primo impatto quindi non è proprio semplice, però sono riuscito ad adattarmi e, una volta presa confidenza, è divertente correre su queste strade, anche se molto stancante sia fisicamente che mentalmente perché la varietà e la tecnicità dei percorsi ti obbliga a dovere sempre star davanti per evitare di sprecare energie preziose per inseguire.

– È un’esperienza che rifaresti o consiglieresti di fare?
Sì, se ci fosse l’opportunità la rifarei sicuramente!!
Mi sento anche di consigliarla perché ti permette di confrontarti con una realtà molto differente a quella che siamo abituati e soprattutto perché, ogni tanto, “cambiare aria” aiuta.

A corredo alcune immagini



 

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